LeoVegas contro il Decreto Dignità: violate le norme europee

francesca

Leovegas espone un ricorso contro il decreto dignitàIn questo periodo piuttosto caldo, politicamente parlando, in cui l’Italia si sta trovando, non pochi sono stati i provvedimenti che hanno intaccato innumerevoli settori,  oggetto di modifiche legislative.

Tra questi figura uno in particolare, decisamente vicino al gioco, proprio il Decreto Dignità espressamente voluto dal movimento 5 Stelle in unione con la Lega.

In particolare l’art.8 afferma che <<..è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni ed internet…>>.

Già in passato erano stati sollevati polveroni sulla questione pubblicità sul gioco d’azzardo ma solo adesso tale decreto prende veramente piede facendosi spazio nei tribunali.

La risposta dei casinò

Una dura notizia per tutti i casinò che incentrano la loro attività grazie alla pubblicità, ad oggi sempre più prorompente grazie all’avvento di social media. Oggi infatti, trovare spazio sul web è davvero facile e chiunque ha la libertà di espressione.

Questo decreto è sicuramente pesato a tutti i casinò che operano sul mercato italiano. Il primo reclamo da parte di un casinò arriva proprio da LeoVegas.

Il Ricorso presentato dal Casino LeoVegas

LeoVegas depositando il suo ricorso afferma proprio l’infattibilità di tale azione a seguito della violazione della legislazione comunitaria europea.

In particolare due sono le violazioni riguardarti la legislazione comunitaria.

  • art. 5 della Direttiva dell’unione Europea 2015/1535
  • Art. 54 e 56 del del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea.

Art. 5 della Direttiva dell’unione Europea 2015/1535

Conosciuta come Direttiva sulla trasparenza del mercato invita le autorità nazionali di informare la Commissione europea su progetti di regole tecniche riguardanti prodotti e servizi delle società di informazioni prima che le legislazioni nazionali le adottino. Questo per evitare la creazione di nuove barriera commerciali

A dispetto di tale direttiva, LeoVegas reclama il fatto che il Decreto Dignità non sia stato preventivamente comunicato alla Commissione Europea.

Art. 54 e 56 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea

Questo trattato si riferisce in particolare modo alla libera circolazione dei beni e servizi tra gli stati dell’Unione Europea.

Il Decreto Dignità vietando ogni forma di pubblicità, quindi di scambio di informazione tra i diversi paesi rientranti nella comunità europea è ancora una volta contro la disciplina regolamentata dall’unione europea.

In particolar modo, tale disciplina, limita la possibilità di accesso al mercato per i fornitori di servizi di gioco online che si possono trovare in un altro Stato membro.

L’atteggiamento di risposta

Non è stato possibile avere nessun riscontro da parte del ministro Di Maio che ha preferito non intervenire a seguito del reclamo. Chiaro che la fiducia nei confronti dell’unione europea non manca da parte di LeoVegas, visto come il porta bandiera di questa difficile lotta che vede tutti i casinò regolamentati interessati.

La nostra fiducia risiede nel fatto che questo divieto, come ogni forma di divieto imposto a qualsiasi umano non fa altro che alimentare situazioni scomode e soprattutto espone maggiormente gli italiani al rischio di ludopatia. La commissione europea dovrebbe porre attenzione a tutto ciò e mantenere lo stessa equità tra i diversi paesi.

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