Giocatori problematici: l’online non è colpevole!

marco

giocatori d'azzardo e gioco online sicuroUna recente ricerca condotta dall’Istituto Superiore di Sanità, ha reso noti i dati relativi a quelli che vengono definiti giocatori problematici, ovvero quei soggetti che hanno difficoltà nello smettere di giocare a slot machine e altri giochi d’azzardo, oppure che non riescono a gestire nel migliore dei modi il proprio rapporto con questi giochi. E il dato in questione, stando ai recenti studi, continua a crescere.

Il problema esiste ma viene ingigantito

Sono infatti un milione e mezzo, in base alla stima resa nota da ISS, i giocatori problematici presenti nel nostro Paese. Nel corso dell’intervista sono stati ben 18 milioni e mezzo gli intervistati che hanno ammesso di aver giocato almeno una volta d’azzardo, ma tra questi, considerando gli utenti ritenuti sociali, a basso rischio o a rischio moderato, è venuto fuori che solo una minima parte di loro hanno dei problemi con il gioco d’azzardo.

Anche i minorenni giocano

Nel corso di questo studio, è emerso che a provare i giochi d’azzardo sono:

  • il 43,7% degli uomini,
  • il 29,8% delle donne,

per un fenomeno che appare in crescita soprattutto tra queste ultime.

La fascia di età in cui si riscontrano maggiormente gli intervistati che giocano o hanno giocato d’azzardo è quella che va tra i 40 e i 64 anni, anche se gli stessi intervistati hanno ammesso, per buona parte, di aver iniziato subito dopo il compimento della maggiore età.

A dire il vero, però, in questa indagine appaiono anche alcuni utenti che non hanno ancora compiuto i 18 anni, ma che hanno già provato – o che tuttora provano – il gioco d’azzardo. Sono circa 700mila i minorenni che hanno ammesso di giocare, e il 3% di loro sarebbe già da catalogare come problematico. Sull’altra faccia della medaglia troviamo anche gli over 65: il 33% di essi giocano, e tra questi il 2% è nel novero dei problematici.

A far suonare il campanello di allarme – come se non bastassero i dati emersi – ci ha pensato il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, il dottor Walter Ricciardi, che ha emesso il seguente videomessaggio: “L’indagine rappresenta una ricerca che non ha pari al mondo per risultati ottenuti anche perché si tratta del primo grande studio realizzato a livello nazionale nel nostro Paese. I risultati ottenuti potranno guidare nelle scelte legislative volte a prevenire il fenomeno”.

L’online rappresenta una nicchia sicura

Non sono in pochi a credere che, ad accelerare il processo di “malattia” per il gioco d’azzardo sia il mondo del gaming online. Ma a prendere le difese di questo mondo ci pensano i responsabili di LOGiCO, la Lega Operatori di Gioco su canale Online.

Il gioco sui casino online non solo rappresenta una nicchia dell’intero settore – dichiara il presidente Moreno Marascoma è l’unico che offre procedure di identificazione del giocatore, limitazione al gioco e di protezione dei giocatori”.

Marasco, nella sua arringa, si rifa anche a un dato che riguarda la netta differenza tra giocatori d’azzardo cronici che si affidano ai giochi presenti su territorio – per il cosiddetto gioco fisico – e quelli che si affidano all’online: “L’’ISS ci dice che i giocatori adulti giocano per il 94,5% in luoghi fisici mentre solo una minoranza (5,5%) gioca online, dato che ricalca le dimensioni economiche dei due segmenti. Tuttavia, i limiti di gioco esistono solo nell’online, come ha ricordato anche l’ADM ”.

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