LeoVegas continua la battaglia Europea contro il divieto pubblicità

marco

leovegas di nuovo ricorre in europa contro il decreto dignita'Il Decreto Dignità proposto dal Consiglio dei Ministri nelle scorse settimane, continua a lasciare molto malcontento tra gli operatori nel settore del gaming online. E tra le aziende che agiscono nel mercato italiano, e di conseguenza si sentono minacciate se non addirittura ostacolate da questo provvedimento, spicca senza dubbio LeoVegas, la quale sta continuando ad agire attraverso annunci pubblici e vie legali.

Abbiamo già parlato dei tentativi da parte di LeoVegas di scuotere le coscienze degli altri operatori del settore, anche attraverso una serie di annunci piuttosto forti nei toni e nei contenuti. La prima mossa è stata la presentazione di un ricorso per la violazione di un paio di norme dell’Unione Europea, alla quale ha fatto seguito la campagna #GIOCAPERGIOCO, lanciata poco prima dell’inizio del campionato di calcio di serie A.

Un decreto penalizzante per i nuovi casino

La nuova mossa messa in atto dai vertici di LeoVegas avverrà a breve, e ancora una volta presso i corridoi della Comunità Europea in quel di Bruxelles. Il country manager per l’Italia Niklas Lindahl ha infatti annunciato la presentazione di un nuovo ricorso presso la Commissione Europea per gli Aiuti di Stato, in modo da avere ulteriori riscontri in merito all’illegittimità del Decreto Dignità.

Sappiamo della battaglia condotta da LeoVegas contro questo provvedimento, firmato in prima persona dal vice-premier Luigi Di Maio per combattere il fenomeno della ludopatia. Una lotta almeno apparente secondo LeoVegas, che anzi sostiene che l’applicazione del Decreto Dignità non aiuti in questa lotta, ma bensì renda ancor più aspra la competizione nel libero mercato per chi opera nel settore.

Stando alle ultime dichiarazioni trapelate dai vertici di LeoVegas, infatti, l’applicazione di questo decreto – con tanto di abolizione della pubblicità delle case da gioco – farà mantenere un alto flusso di gioco alle piattaforme più conosciute, vietando così la crescita per quei siti di gaming online emergenti, come può essere considerata la stessa LeoVegas ma anche altre realtà presenti sul mercato italiano e certificate da permessi amministrativi.

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La posizione di LeoVegas

Dunque appare evidente e anche legittima la presa di posizione da parte di LeoVegas e dello stesso Niklas Lindahl, il quale sostiene che in questo modo la concorrenza nel mercato italiano del gioco diverrebbe gravemente falsata. Così, il Country Manager per l’Italia della piattaforma ha richiesto formalmente alla Commissione Europea una analisi sulla legalità del Decreto Dignità come atto di sostegno statale.

Abbiamo deciso di procedere con questo secondo reclamo – ha dichiarato lo stesso Lindahl – perchè per alcuni operatori, quelli con posizioni di mercato dominanti, il Decreto Dignità rappresenta un vantaggio economico nel lungo periodo. Mentre a prima vista si percepisce che il divieto si applica ugualmente a tutti gli operatori con una ricaduta negativa, in realtà questa misura statale è colpevole di favoritismo”.

Vedremo se ci saranno delle novità da questo punto di vista, visto che LeoVegas non sembra affatto intenzionata ad abbassare le armi, ma anzi vuole insistere su questo punto per ottenere – dal proprio punto di vista – giustizia. Anche perchè, qualora si verificasse quanto predetto dallo stesso Lindahl, molte realtà rischiano di chiudere i battenti, restringendo così in maniera netta la concorrenza.

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